dancetheatrelab

Un percorso dedicato al TeatroDanza, dove il corpo diventa narrazione con i suoi movimenti, gestualità e presenza scenica.Il Laboratorio affronta uno studio sul movimento e una ricerca sulla consapevolezza del proprio corpo nelle sue possibilità di disegno nello spazio, creazione di immagini e forme attraverso l’utilizzo di oggetti vari, mediante l’improvvisazione, l’intuizione con il proprio io e l’interazione con l’altro. Un movimento inteso in senso ampio, come gesto, racconto, azione, disegno, comunicazione e trasmissione, nel dare una valenza poetica alla comunicazione non verbale del linguaggio del corpo.

Struttura del Laboratorio:

 

  • Lavoro corporeo di riscaldamento base di danza contemporanea e floorwork

  • Ricerca del movimento e improvvisazione, attraverso l’utilizzo di oggetti e materiali scenografici

  • Elaborazione e composizione performativa individuale e corale

 

(Non è richiesta una particolare preparazione tecnica nell’ambito della danza)

LEZIONI TEATRODANZA ADULTI

 

 

 

MERCOLEDI dalle 19:00 alle 21:00

presso Teatro Studio Uno

via Carlo della Rocca 6 Roma (Torpignattara)

GIOVEDI dalle 18:30 alle 20:30 (Corso Avanzato)           

MARTEDI dalle 18:30 alle 20:00 (Corso Principianti)       

presso Sala14 - Centro di Arti Performative

via Bellini 14 Monterotondo (Rm)

PERCORSI

POINT OF VIEW

La percezione che abbiamo della realtà è individuale e parziale, e dipende da un’infinità di variabili. L’esperienza di due persone è diversa per ciascuno. Entrambi, se volessero raccontarla, la descriverebbero in modo discorde, a partire dalla propria visione del mondo e dalla propria immaginazione. La verità integrale si ottiene solo articolando ciò che vedono gli altri con quello che vediamo noi. Ognuno di noi possiede un proprio orizzonte di pensiero, ma solo tramite il confronto si può giungere ad una visione più completa della realtà. Vediamo il mondo circostante attraverso la nostra finestra, il nostro particolare punto di vista, ma cogliamo soltanto alcuni degli aspetti che costituiscono la molteplicità della realtà. Attraverso la giustapposizioni delle visioni parziali di tutti si arriverebbe a tessere una verità totale.

TO BE A TREE

Ispirato alla figura dell’Albero, che nel suo sviluppo verticale è espressione della connessione tra i due mondi del cielo e della terra. Attraverso l’utilizzo di materiali naturali (rami, legno, terre, foglie, semi, pietre, acqua, ecc…), un processo di identificazione corporea sensoriale con l’albero e gli agenti esterni che lo condizionano nella sua evoluzione, radicazione, espansione e sviluppo. Con l’obiettivo di connettere i vari strati dell’individualità, per dare forma al flusso comunicativo e al ritmo ciclico in costante trasformazione e rigenerazione.

LINE

Un corpo sceglie una linea, segue una traiettoria, fissa l’orizzonte. E’ una linea di confine, che divide, separa, taglia lo spazio. E allo stesso tempo definisce, conserva, unisce due realtà. Confine che si interseca con altri confini, moltiplicando le frontiere, condizioni e possibilità. “Line” affronta e sviluppa il tema dei “confini”, interiori o esteriori, quelle linee reali o immaginarie che attraversano lo spazio condizionando gesti e sensazioni. Il “confine” è il terzo spazio di delimitazione tra i due spazi di dentro/fuori, è un luogo strategico di ascolto del sé, osservazione, attivazione, scelta. Il limbo sulla linea di confine porta ad un’esigenza di espansione che sviluppa il concetto di identità.

STAY

Partendo da una sedia, oggetto del quotidiano all’apparenza ordinario luogo dell’abitudine, del fermarsi, leggere, lavorare, riposare, osservare, pensare, attendere, “Stay” sviluppa tutte le sfumature e i significati che ruotano attorno allo ‘stare’, fino a trasformare l’oggetto ‘sedia’ in una proiezione infinita del restare e il corpo nel luogo dove tutto avviene: un corpo sospeso, un corpo nervoso, un corpo rilassato, un corpo frenetico, limbo atemporale nel quale niente è ancora accaduto e tutto deve ancora avvenire. L’apparente immobilità del sostare, perennemente transitorio, svela infinite forme. Stare per aspettare o uno stare frenetico, fatto di proiezioni. Stai lì. Stai altrove. Stai dove sei, nell’attimo prima. Stai e vai, stai e fai, stai e sei, e tu sei il potenziale.

PIECE OF PAPER

Ispirato alla carta, e alle varie possibilità di forma e suono prodotto dalla carta stessa, porta l’attenzione alla parola: scritta, letta, pensata, ricordata, dimenticata, non detta. “Piece of Paper” ruota attorno al tema della comunicazione, processo dinamico che avviene tra un emittente e un ricevente, e mezzo d’interazione necessario alla costruzione del senso d’identità. Attraverso il linguaggio non verbale della gestualità corporea, del movimento, di improvvisazioni e creazioni estemporanee, in un ambiente sonoro in gran parte creato in scena con sonorizzazioni della carta, vengono narrate trasmissioni di informazioni, scambi, ruoli, relazioni e cooperazioni. Uno spazio cartaceo denso di racconto dove un foglio bianco diviene luogo creativo e possibilità d’affermazione.

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