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home (work in progress)

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(work in progress)

Concept Direction Choreography - Lisa Rosamilia

HOME is a spatial box, a space into a space, a beehive, a nest, a shelter, it is the way back place. It is the thought area where voices, whispers, memories, signals move.

 

The work links two architectures of the “house” concept: an external architecture, concrete of the living space (building, construction, home), and an inner architecture of the intimate space and of the personal ways to establish borders, shelters, contact points with the reality and with the others (intimate, familiar).

 

Frame and container, spatial delimitation where the external environment allows expression and definition of an inner and personal environment. The house is a border experience and a starting point from where marking paths, signing stages, relations, tracing trajectories, touching destinations and designing returns. We shape the space around us by exchange attempts and dynamic interactions between the social living and our inhabiting. We inhabit the house, the space, the workplace, we inhabit our body and the relationships, through a constant construction and  deconstruction of the “own house”.

 

The idea of this work grows up in a period where our usual living places earned an unique value in defining more intimate identities of the human being. The destabilization born by an out of control global pandemic beat us back to our shells, to readjust our interiors and our time to an unexpected and threatening reality.

 

The research for this performance develops inside a big scenographic cube-shaped structure made with industrial materials, iron and bolts. The cubic shape, connected with the one of a room or a house, moves during the performance turning around its own axis, offering a multilateral narrating vision, a pulsating and independent being, with opening walls, fissuring, mutating, projecting gestures, sounds, light.

The narration moves inside and upon the external surface, getting shapes appearing by fissures, holes, tissue layers, curtains, veils, creating and warping the cube walls. The movement takes shape both on the horizontality level, and the verticality from the five structure walls, lateral and above.

During the research work there will be studied the various functions connected with the place “home”, divided into five paths to develop:

  • Containment function, which differentiates the inside from the outside and creates a intimacy and safety mood;

  • Identification function, where the house is representation of ourselves, of our identity and we recognize ourselves in it;

  • Historical function, where the memory acts as a binder. The house transmits the domestic memory, perpetuates and renovates its inner life. Also the matter and the objects living it link the present to the past;

  • Creation function. The house is the space of the free creative expression, with no filters or barriers, there is no judgment inside it, just revelation;

  • Aesthetic function, in the shapes harmony. We create our space, we define its inner harmony and we decide the coexistence balance of all the objects inside it.

 

“Home” is a space of theatre inside theatre, a place telling, outlining, creating, turning around the concept of inside/outside, vital space where conscious and unconscious communicate, real and ideal. Architectonic extension of its own skin, the place of identity sharpness and belonging definition, daily dialogue; it is the ideal body containing, welcoming, protecting and recognizing.

HOME

(work in progress)

Ideazione Regia Coreografia - Lisa Rosamilia

HOME è un contenitore spaziale, uno spazio nello spazio, un alveare, un nido, un rifugio, è il luogo in cui si torna. Area del pensiero in cui si muovono voci, sussurri, memorie, richiami.

 

Il lavoro unisce le due architetture del concetto di ‘casa’: un’architettura esterna concreta dello spazio abitativo (edificio, costruzione, abitazione), e un’architettura interna dello spazio intimo e dei personali modi di stabilire confini, ripari, punti di contatto con la realtà e con gli altri (intimo, familiare).

 

Cornice e contenitore, delimitazione spaziale dove l’ambiente esterno permette espressione e definizione di un ambiente interno e personale. La casa è un’esperienza di confine e punto di partenza da cui tracciare percorsi, segnare tappe, relazioni, tratteggiare traiettorie, toccare mete e progettare ritorni. Formiamo lo spazio che ci circonda per tentativi di scambio e interazione dinamica tra il vivere sociale e il nostro abitare. Abitiamo la casa, lo spazio, il lavoro, abitiamo il nostro corpo e le relazioni con gli altri, attraverso una costante costruzione e decostruzione della ‘propria casa’.

 

L’idea di questo lavoro nasce in un periodo in cui i luoghi del proprio vivere quotidiano hanno acquistato un valore unico di definizione dell’identità più intima dell’essere umano. La destabilizzazione creata da una pandemia globale fuori controllo ci ha respinti tutti quanti nei nostri gusci, a riadattare i nostri ‘interni’ e il nostro tempo ad una realtà imprevista e minacciosa.

 

La ricerca per questo spettacolo si sviluppa all’interno di una grande struttura scenografica cubica realizzata con materiali industriali, ferro e bulloni. La forma cubica, associata a quella di una stanza o di una casa vera e propria, si muove durante lo spettacolo ruotando attorno al proprio asse, permettendo una visione narrante multilaterale, un essere pulsante e autonomo, con pareti che si aprono, si fessurano, si trasformano, proiettando all’esterno i gesti, i suoni, la luce.

La narrazione si muove all’interno e sulla superficie esterna, assumendo forme che appaiono da fessure, pertugi, strati di tessuto, tende, veli, formando e deformando le pareti del cubo. Il movimento prende forma sia sul piano dell’orizzontalità, che della verticalità dalle cinque pareti della struttura, laterali e superiore.

 

Nel lavoro verranno analizzate le differenti funzioni che il luogo ‘casa’ può svolgere, diviso in cinque percorsi da sviluppare:

  • Funzione di contenimento, che differenzia l’interno dall’esterno e che crea un clima di intimità e sicurezza

  • Funzione di identificazione, in cui la casa è rappresentazione di noi stessi, della nostra identità e noi ci riconosciamo in essa

  • Funzione storica, dove la memoria funge da legante. La casa trasmette la memoria familiare, perpetua e rinnova il vissuto al suo interno. Anche la materia e gli oggetti da cui è vissuta legano il presente al passato

  • Funzione creatrice. La casa è lo spazio della libertà di espressione creativa senza filtri o barriere, al suo interno non c’è giudizio, solo rivelazione

  • Funzione estetica, nell’armonia delle forme. Creiamo il nostro spazio, definiamo l’armonia al suo interno e decidiamo con quale equilibrio devono coesistere tutti gli oggetti in esso

 

“Home” è uno spazio di teatro nel teatro, un luogo che racconta, delinea, crea, ruotando attorno al concetto del dentro e fuori, spazio vitale dove comunicano conscio e inconscio, reale e ideale. Estensione architettonica della propria pelle, luogo di definizione della propria identità e appartenenza, dialogo quotidiano; è il corpo ideale che contiene, accoglie, protegge e riconosce.